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martedì 27 novembre 2012

Ricetta slovacca: Humus

Ingredienti:
250 gr. di ceci messi a bagno per 1 notte
2 Cl Tahin (pasta Di Grani Di Sesamo)
3 spicchi di aglio
3 limoni (succo)
1 Cucchiaio Olio D'oliva Extra-vergine mescolato A Prezzemolo Tritato
sale q.b.
pepe q.b.


Preparazione:
Scolate i ceci, metteteli in casseruola e copriteli con acqua. Fate bollire per 10 minuti a fuoco vivo e per altre 2 ore a fuoco basso. Una volta cotti scolateli e conservate 30 cl di acqua di cottura. Passare i ceci e il resto degli ingredienti, aggiungere acqua di cottura ottenendo così una consistenza cremosa. Servite con olio e prezzemolo tritato.



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mercoledì 31 ottobre 2012

Viaggiare Davvero 6.3 - Bratislava Halloween

III tappa - Bratislava


Poco prima di riuscirci ad alzare da tavola arrivò un signore sulla sessantina, forse il proprietario dell’hotel, che vedendo i nostri piatti ancora pieni si preoccupò del fatto che non avessimo gradito il cibo.
Purtroppo il tizio fu talmente tanto insistente che ci rimise a sedere e ci portò un altro piatto tipico, con la convinzione che quello sarebbe stato di nostro gradimento.
E invece non fu così, perché il piatto in questione era carne di maiale al sangue, e io di tutto quel sangue non ne potevo più; come se non bastasse c’era il tizio che ci fissava come a controllare che ogni boccone finisse nel posto giusto.

Messa giù la forchetta, non mi sembrava vero che quella tortura fosse finita! Corremmo in cassa con la speranza che facessero in fretta e ci lasciassero libere; e invece ecco uscire dalla cucina quella che sembrava essere la cuoca, una signora bassa e tarchiata, con il grembiule rigorosamente rosso sangue che arrivò con una bottiglia di grappa in mano. Con una pacca sulla spalla ci invitò a sederci al bancone e a farci un bicchierino insieme. La situazione stava diventando surreale, non ci sembrava possibile che una banda di folli ci avesse costretto a bere e mangiare, contro la nostra volontà, chiuse dentro al loro ristorante.
Un po’ come Non aprite quella porta, vi ricordate quei cinque ragazzi texani che finiscono nelle grinfie di una famiglia di pazzi? 

Finalmente schizzate fuori dal ristorante, ci fiondammo sul Memè e partimmo; avevamo pensato di rimanere a dormire lì ma non era più il caso.
Solo mentre ci allontanavamo notai un cartello: Pork Specialties handcrafted since 1910.
Risi, risi fino a piangere.




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Viaggiare Davvero 6.2 - Bratislava Halloween

III tappa - Bratislava


Tornate al Central Parking, fissammo per qualche minuto l’albergo alle sue spalle: non è che fosse dei migliori! Non avevamo voglia di mettere in moto il Memè e andarcene in giro per trovare qualche altro posto in cui sederci a mangiare e quindi entrammo lì.
Sapete di quei posti lugubri, freddi e spogli, che ti danno un senso d’angoscia solo a guardarli?
Beh quel posto era così! Il signore al bancone, un vecchio guercio che non faceva altro che fissarci come se non avesse mai visto quattro gambe, ci fece accomodare ad un tavolino, vicino all’ingresso della cucina.
Il locale era deserto, eravamo le uniche due persone, evidentemente, che avevano avuto il coraggio di fermarsi lì.
Ordinammo un Sviečková na smotane, piatto tipico locale a base di maiale.
A parte la lunga attesa prima che il piatto di portata arrivasse al nostro tavolo, l’altro elemento che ci infastidì tantissimo era il chiasso che proveniva dalla cucina.
Urla, rumori di pentole e coltelli che battevano forte sui taglieri, e urla, forse urla già l’ho detto, ma lo ripeto perché di urla se ne sentivano davvero tante, mettevano paura.
Tant’è che, mentre mangiavamo, in un attimo in cui la porta della cucina si aprì per permettere il passaggio di un cameriere, riusciì a buttare uno sguardo dentro, e quello che vidi mi scioccò. Sangue, sangue ovunque.
Da quel momento mi passò l’appetito, informai subito mia sorella di quanto avessi visto, e il tutto diventò ancora più horror quando dalla cucina uscì una signora con una mano fasciata e tutta sporca di sangue. Dove eravamo finite? Da amante dei film dell’orrore temevo profondamente di esserci finita dentro. Mi girai verso mia sorella ed entrambe pensammo la stessa cosa, volevamo andarcene da quel posto! 


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mercoledì 24 ottobre 2012

Ricetta slovacca: Zemiakova placka

La Zemiakova placka è una ricetta tipica slovacca, ottima! 
Può costituire un piatto unico.

Ingredienti:
Patate 1 kg
Farina 80 gr
Uova 2
Latte, mezzo bicchiere
Aglio, 2 spicchi
Maggiorana q.b.
Sale e pepe q.b.
Petto di pollo 500 gr
Cipolle 2
Paprika q.b.
Brodo di carne, un mestolo
Olio extra vergine d’oliva

Preparazione:
Preparete l’impasto delle crêpes, mescolando le uova con la farina, mezzo bicchiere di latte, un pizzico di sale e pepe. Aggiungete le patate grattugiate e l’aglio, poi la maggiorana, e formate un impasto omogeneo.
Fate riscaldare una padella antiaderente con dell’olio e versate un po’ dell’impasto, andando a formare una crespella non troppo spessa.
Quando la crêpe sarà dorata su un lato, giratela e ultimate la cottura, stando attenti a non farla diventare troppo croccante. Intanto preparate il ripieno, sminuzzando il petto di pollo e le cipolle, e aggiungendo sale, pepe e paprika.
Fate rosolare il pollo e aggiungete del brodo per renderlo più tenero. Una volta assorbito tutto il brodo, potete adagiare il ripieno all’interno delle crêpes e servirle su un piatto di portata.

Consiglio: se amate le cipolle e vi piace sentirne il gusto, prima di aggiungerle al petto di pollo, potete tagliarle a striscioline e farla appassire in padella, con un cucchiaio di zucchero e un po’ di aceto bianco. 


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giovedì 4 ottobre 2012

Cosa mangiare a Bratislava

La cucina slovacca risente degli influssi della vicine Repubblica Ceca e Ungheria.
Anche qui, come nei paesi vicini, si possono trovare zuppe e minestre tipiche, molto sostanziose, che una volta sostituivano i secondi piatti.
I piatti tipici slovacchi sono: piatti a base di carne (principalmente di selvaggina), il goulash, molto speziato, e i piatti a base dei due ingredienti dominanti: le patate e i crauti.
Il forte aroma della cucina tipica è ben accompagnato dai vini locali, tra i più buoni: Grüner Veltiliner, Traminer, Silvaner, Rheinriesling (provenienti dalla zona di Bratislava) e il Tokai (proveniente dalla Slovacchia orientale).
Tra le specialità enogastronomiche merita di essere menzionata anche la birra slovacca: Kelt, Topvar, Zlaty bazant e altre.
E' una delle migliori in assoluto ed il prezzo è molto basso, più basso di quello dell’acqua e di qualsiasi altra bevanda.
Anche i liquori sono ottimi prodotti; per gli amanti dei secondi suggerisco l’acquavite, spesso aromatizzata.



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Viaggiare Davvero 6.1 - Bratislava

III tappa - Bratislava



Dopo aver fatto un ultimo salto in città per acquistare dei piccoli ricordi dall’Ungheria ci movemmo verso la Repubblica Slovacca.
In due ore e poco più arrivammo a Bratislava.
Lasciammo il Memè nel parcheggio di un grande albergo, il Central Parking.
La Bratislava attuale, come le altre compagne dell’Est, di cui già vi ho parlato nei post precedenti,  è un centro vibrante, la cui energia si propaga fra pub, locali, musei e negozietti. 


Il castello

Come sempre fummo attratte dal castello della città, nel centro storico, sulla sommità di una collina, da dove sembra dominare tutto il resto della città. Dal Castello di Bratislava è possibile osservare un meraviglioso panorama, con vista sul Danubio, e se il tempo lo permette, anche Vienna e l’Ungheria.

Dopo la visita al castello, attraversando il Danubio sul Novy Most, il Ponte Nuovo, potemmo godere di una meravigliosa performance di un giovane suonatore di arpa in una piazza poco distante, piazza Hviezdoslavovo, su cui si affacciano il Palazzo della Filarmonica di Bratislava, il prestigioso Hotel Savoy e il Teatro dell'Opera.
Un’altra piazza, la zona nevralgica della città, è la Hlavnè, quella centrale, teatro delle principali manifestazioni, con lo storico Kafè Mayer.




Il guardone
A Bratislava si trovano per strada delle bellissime statue in bronzo, quella che apprezzai di più fu il Guardone, un uomo che sbuca da un tombino per guardare sotto le gonne delle signore, ma ce ne sono tante altre: il Paparazzo, che scatta fotografie da dietro l’angolo della strada, il Soldato napoleonico, seduto su di una panchina nella piazza centrale, e il Bell’Ignazio, che con il suo frac e il suo bastone saluta i passanti sfilandosi il cappello. Ancora sorrido riguardando quelle splendide foto.

Dopo aver trovato ottime specialità gastronomiche al mercato alimentare, sempre in centro, si era già fatta ora di cena. Pensammo bene di tornare al Central Parking per provare a chiedere in Hotel se fosse possibile mangiare qualcosa lì.




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