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martedì 16 ottobre 2012

Il pulmino T2 va in pensione: Volkswagen manda fuori produzione un pezzo di storia


Volkswagen manda fuori produzione lo storico pulmino T2; dal 2013 si fermerà anche l’ultima catena di montaggio brasiliana. Uno dei simboli degli anni ’60 – ’70, della generazione dei figli dei fiori, e del Flower Power esce di scena. La scelta è dovuta soprattutto alle nuove norme in merito alla sicurezza stradale, diffili da applicare ad un modello che, sia per struttura che per funzionamento, è rimasto ancorato a trent’anni fa. “Bulli” o “Kombi”, alcuni dei nomignoli che nel tempo gli sono stati affibbiati nel tempo, rappresenta un pezzo di storia, una metafora di ideali e convincimenti di un’epoca.
Fu disegnato seguendo le linee della carrozzeria del Maggiolino, con motore posteriore, raffreddamento ad aria e due cilindrate.
Volkswagen ci provò in due riprese ad ammodernare lo storico furgoncino.
Nel 2001, e nel 2005 quando il classico boxer raffreddato ad aria fu rimpiazzato da uno raffreddato a liquido da 1,4 litri.
Volkswagen non ha comunque intenzione di abbandonare del tutto un segmento così importante, arriverà, infatti, un modello creato ad hoc per una nicchia di appassionati, che si distanzia in vari aspetti dal modello originale.
Niente vincoli di colori, di interni ecc.; libertà di scelta assoluta per incarnare al meglio ciò che il pulmino T2 della Volkswagen ha rappresentato per 62 anni. 


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martedì 25 settembre 2012

I grandi valori degli hippies oggi più attuali che mai

I valori hippie hanno avuto un notevole impatto sulla cultura. Grazie al potente movimento pacifista si è potuto porre l’accento su molte di quelle che ancora oggi sono attuali tematiche di dibattito.


Woodstock 1969
Quanta nostalgia degli anni ’60!
Nel 1969 un grande festival sulla costa est degli Stati Uniti, quello di Woodstock, famoso ancora oggi perché vi parteciparono grandi della musica (Janis Joplin, Carlos Santana, Jimi Hendrix e tanti altri) rese celebre un movimento, che ereditava vari aspetti dei primi Bohémien e dei Beatniks, e che di lì a poco si sarebbe diffuso a macchia d’olio, quello hippie. Giovani lavoratori e studenti che in prima linea cercarono di scuotere la società, percepita come un'entità che esercitava un indebito potere sulle loro vite, e che chiamavano "The Man" o "The Big Brother". Sono gli anni delle lotte politiche, del movimento pacifista, della rivoluzione sessuale. L’hippie è anticonforme, antietico, rinnega tutte le strutture gerarchiche, rifiuta le logiche economiche e politiche del momento. Il termine stesso “hippie” significa “mangiare la foglia”, indica cioè colui che ha compreso quali sono le nefandezze della società e cerca un’alternativa per non far più parte di questo meccanismo corrotto.

La “summer of love”, è così che viene chiamata questa rivoluzionaria stagione, segna la storia dei nostri tempi, contribuendo ad una metamorfosi culturale che modifica idee e modi di pensare. Ancora oggi tantissimi sono gli aspetti che possiamo ritrovare nella cultura contemporanea: dalla salute alimentare, all’amore per la natura, alla musica, ai costumi sessuali odierni, alla moda, al viaggio.
Ognuno di questi aspetti deve essere inteso anche nella sua accezione più intrinseca. E’ così che al di là della moda ufficiale e dello stile "alla Twiggy", il modo di vestire degli hippies si pone come un codice di abbigliamento lontano dai canoni classici, diventando simbolo di libertà e di parità dei sessi. L'interesse verso il cibo salutare, i rimedi erbacei, ripresi dagli Indiani d’America,  rappresentano un legame profondo con la terra madre e rispetto per se stessi.
Il viaggio, rigorosamente via terra, con pochissimi mezzi economici e una larga disponibilità di tempo, è possibilità di crescere, di conoscere e fondersi con altre persone, di costruire una perfetta convivenza tra colori, religioni e ideologie, di poter amare.
Oggi, come allora, le istituzioni ci assoggettano a canoni prestabiliti e a un modus vivendi uguale per tutti, ci limita nel pensiero, ci manipola attraverso i media. E’ tempo che quei potenti valori, quegli stessi valori che guidarono i figli dei fiori nella loro intima battaglia, guidassero anche noi verso una presa di coscienza.





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sabato 15 settembre 2012

Viaggiare Davvero 2 - La metamorfosi del mezzo


Quella mattina mio padre mi chiamò e mi chiese se avessi voluto accompagnarlo, stava andando a casa dei miei nonni perché avrebbe dato indietro il vecchio furgoncino che mio nonno usava per lavoro, molto simile a quelli della Volkswagen, hippie style. Lo accompagnai. Mi piaceva andare lì, mi tornavano in mente sempre tanti ricordi, di quando ero bambina, di quando mio nonno prendeva con sé noi nipoti e ci portava in giro col furgoncino, ci divertivamo un sacco perché non è che sapesse guidare poi tanto.
Non volevo che rottamassero il pulmino!



Il Memè

Una delle mie più grandi passioni è il fai da te, così proposi a mio padre di lasciarmi fare dei lavoretti al furgoncino, per passare del tempo e per dedicarmi a qualcosa che mi facesse dimenticare per un po’ di tutti i casini che mi frullavano nella testa in quel periodo.
La Lis mi accompagnò nell’impresa, aveva le mie stesse necessità di “distogliersi dalla realtà”.
Dopo una profonda pulizia generale fu il turno degli interni. Nella parte posteriore, mettemmo a nuovo i sedili, poi ci dedicammo alla tappezzeria, scegliemmo tutti motivi floreali, montammo anche le tendine ai finestrini. Applicai delle piccole mensole sotto ai finestrini, delle luci a batteria e degli acchiappa sogni.

Il vero divertimento fu però l’esterno, demmo sfogo alla fantasia...il risultato? Un fantastico furgoncino hippie, unico nel suo genere, bellissimo, intorno ai fanali anteriori due grandi fiori con le nostre iniziali M&M, e gli demmo nome Memè.
Era un peccato tenerlo parcheggiato, fu così che ci venne in mente di partire. Chiedemmo ad un nostro amico di rimetterlo in sesto anche dal punto di vista meccanico e dopo qualche settimana di lavori era pronto.


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