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sabato 15 settembre 2012

Viaggiare Davvero 4 - Lubiana



I tappa - Lubiana

A bordo del Memè eravamo dirette verso la Slovenia, La Lis alla guida e “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan nelle orecchie.Facendo una piccola tappa nella città di Ferrara arrivammo a Lubiana nel tardo pomeriggio. Pur essendo la più piccola capitale europea, gode di una ricca storia. Fummo subito colpite, infatti, dalla miscellanea di stili che caratterizzano la città, primo fra tutti quello barocco, dai tetti a punta, dai banchetti di fiori secchi intrecciati a mano dalle donne slovene, dai prodotti di legno, dai  banchetti di spezie, e dai profumi. 

Dirette verso the Castle Hill incontrammo tanti piccoli negozi tipici, dove comprammo dei souvenir. 
Arrivate al castello ci ritrovammo in una folla di gente, travolte da musiche e danze, e ci abbuffammo ad un banchetto che pensavamo fosse stato allestito appositamente per i turisti. Poco dopo capimmo che, involontariamente, ci eravamo imbucate ad un matrimonio che stavano festeggiando proprio lì, al castello di Lubiana. Potete solo immaginare le risate, fortuna che nessuno se ne accorse. 

Ricordo che facesse molto caldo, per cui decidemmo di tornare in città e mangiare in qualche localino economico piuttosto che sul furgoncino, in modo da rinfrescarci un po’ e rilassarci. Attirate dalle vetrine golosissime del Cacao non resistemmo alla tentazione e cenammo con coppe di affogato al cioccolato, divine. A completare il tutto la vista sul fiume Ljubljanica. Avevamo chiesto un po' in giro dove avremmo potuto sostare con il furgoncino e ci dissero che a 8 km dal centro città c'era un'area attrezzata con elettricità, acqua fresca, scarico, wc a tutto il necessario. Arrivate, tirammo le tendine e dormimmo per la prima volta nel furgoncino.




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Viaggiare Davvero 2 - La metamorfosi del mezzo


Quella mattina mio padre mi chiamò e mi chiese se avessi voluto accompagnarlo, stava andando a casa dei miei nonni perché avrebbe dato indietro il vecchio furgoncino che mio nonno usava per lavoro, molto simile a quelli della Volkswagen, hippie style. Lo accompagnai. Mi piaceva andare lì, mi tornavano in mente sempre tanti ricordi, di quando ero bambina, di quando mio nonno prendeva con sé noi nipoti e ci portava in giro col furgoncino, ci divertivamo un sacco perché non è che sapesse guidare poi tanto.
Non volevo che rottamassero il pulmino!



Il Memè

Una delle mie più grandi passioni è il fai da te, così proposi a mio padre di lasciarmi fare dei lavoretti al furgoncino, per passare del tempo e per dedicarmi a qualcosa che mi facesse dimenticare per un po’ di tutti i casini che mi frullavano nella testa in quel periodo.
La Lis mi accompagnò nell’impresa, aveva le mie stesse necessità di “distogliersi dalla realtà”.
Dopo una profonda pulizia generale fu il turno degli interni. Nella parte posteriore, mettemmo a nuovo i sedili, poi ci dedicammo alla tappezzeria, scegliemmo tutti motivi floreali, montammo anche le tendine ai finestrini. Applicai delle piccole mensole sotto ai finestrini, delle luci a batteria e degli acchiappa sogni.

Il vero divertimento fu però l’esterno, demmo sfogo alla fantasia...il risultato? Un fantastico furgoncino hippie, unico nel suo genere, bellissimo, intorno ai fanali anteriori due grandi fiori con le nostre iniziali M&M, e gli demmo nome Memè.
Era un peccato tenerlo parcheggiato, fu così che ci venne in mente di partire. Chiedemmo ad un nostro amico di rimetterlo in sesto anche dal punto di vista meccanico e dopo qualche settimana di lavori era pronto.


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